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Impianto sperimentale Verzuolo

Nell'impianto sperimentale sito presso l'Istituto Agrario di Verzuolo (CN) si prosegue con la sperimentazione iniziata nel 2006 con la coltivazione di 10 cultivar potenzialmente resistenti al freddo.

Le cultivar messe a dimora sono state: Ascolana, Bianchera, Borgiona, Brisighella, Frantoio, Leccino, Leccio del Corno, Nocellara, Pendolino, Picholine.

Cliccare sull'immagine per ingrandire una breve descrizione delle singole cv

Le attività di ricerca riguardano sostanzialmente prove di concimazione, irrigazione, potatura e negli ultimi due anni si sono intraprese alcune prove di valutazione di alcuni agevolatori di raccolta.

Articoli riguardanti le specifiche attività di ricerca svolte sono stati prodotti negli ultimi anni e pubblicati su diversi volumi e atti di convegno reperibili anche sul questo sito.

In linea di massima si può affermare che l’impianto è molto ben gestito e le piante, di sole 6 anni, sono già molto produttive e molto ben formate.

La forma di allevamento scelta è il monocono per permettere una densità d’impianto elevata e una più rapida entrata in produzione degli esemplari.

Annualmente si eseguono calcitazione e apporti con concimi a base di azoto e boro.

Vista la carenza è stato indispensabile apportare al terreno anche del perfosfato e sono state inoltre condotte prove per valutare gli effetti del compost.

Negli ultimi anni le prove di concimazione hanno inoltre messo a confronto i concimi tradizionali e alcuni concimi liquidi da utilizzare in fertirrigazione. I dati di queste prove specifiche sono state pubblicati in occasione del convegno che si è tenuto a Saluzzo il 26-27 marzo 2011 dal titolo Olivicoltura in aree marginali. (atti scaricabili da qui)

La gestione fitosanitaria viene effettuata con molto scrupolo; si eseguono costanti monitoraggi visivi per i principali funghi e batteri mentre per la mosca dell’olivo vengono posizionate trappole a feromoni.

Nell’ultima stagione sono stati indispensabili 2 interventi di contenimento del dittero.

Prove importanti hanno riguardato la concimazione con prodotti a base di fosforo e potassio unite a poltiglia bordolese che hanno permesso di constatare una reale efficacia nel limitare i danni da freddo.

L’impianto è stato oggetto anche di prove di copertura degli esemplari; i risultati mostrano l’inefficacia delle diverse coperture.

Le produzioni negli ultimi anni hanno risentito certamente della giovanilità delle piante ma anche degli inverni freddi. Nell’ultima stagione la produzione totale è stata di circa 2 quintali anche se c’è da registrare che solo un terzo delle piante presenti hanno avuto delle produzioni. Le rimanenti, colpite maggiormente dal freddo, hanno vegetato molto a discapito della fruttificazione.

Nella tabella seguente si mettono a confronto le produzioni registrate nelle ultime due stagioni.

Analizzando i dati si evince immediatamente che nel 2011 la produzione totale è stata superiore; nel 2012 una varietà è stata totalmente improduttiva e due hanno registrato valori inferiori a 5 kg.

Altro dato interessante è relativo al numero di piante che hanno fruttificato suddiviso per varietà; come si può notare nel 2012 non c’è stata la produzione di tutte e dieci le piante per ogni cultivar a differenza del precedente anno.

Ultimo dato che vorrei porre alla vostra attenzione è relativa al valore massimo di produzione per singola pianta: come si può vedere nel 2011 il valore massimo è stato registrato su una pianta della cultivar Borgiona (11,90 kg) mentre nel 2012 si è raggiunta la massima produzione su una pianta della cultivar pendolino.

In definitiva si può affermare che le piante si adattano in modo differente a seconda delle varietà e sono risultate diversamente suscettibili al freddo invernale.

Le migliori performance nel 2012 sono state registrate nelle cultivar leccino, nocellara e pendolino, le prime due perché hanno mostrato una produzione sul numero maggiore di esemplari quindi vuol dire che sono state meno soggette ai danni da freddo, mentre per l’ultima varietà, il pendolino, perché ha mostrato una notevole produzione per pianta ma anche una notevole media di produzione tra le piante produttive facendo registrare una media di 10,75 kg per le 5 piante che hanno prodotto.

La performance peggiore è stata registrata per la cultivar ascolana che risulta esser stata danneggiata notevolmente dal freddo e non ha fatto registrare alcuna produzione.

È importante proseguire con le prove di ricerca perché come si può notare da questo piccolo confronto le affermazioni che potevamo fare lo scorso anno in merito alle cultivar sono diverse o molto diverse rispetto a quanto è possibile affermare quest’anno.

Esistono tuttavia dei dati che si confermano ogni anno sia per quanto riguarda la cv leccino sia, a sorpresa per i più, per quanto riguarda la cv borgiona.

Del leccino se ne discute da sempre con l’esaltazione da parte dei vivai per la sua vigoria, produttività e resistenza al freddo. Invece ad oggi si esaltano poco le caratteristiche positive della cv borgiona che ha sempre fatto registrare ottime produzioni e le piante hanno risposto bene alle basse temperature invernali quindi è una delle varietà che di certo è da consigliare per i nuovi impianti. Per un maggiore approfondimento sulla cultivar si rimanda ad un ottimo lavoro realizzato dall’Arusia Umbria scaricabile da qui

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