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L'impianto dell'oliveto in Piemonte

Nel Nord più che in altre parti d’Italia è indispensabile la scelta del terreno che deve essere collinare e avere esposizione sud. La giacitura evita il ristagno dell’aria fredda del fondovalle, mentre l’esposizione sud permette una buona intercettazione della luce durante tutta la giornata.

L’olivo mal sopporta i ristagni di umidità ed è quindi consigliato coltivare su un terreno soffice e privo di ristagni idrici. Qualora il terreno fosse troppo pensante io sconsiglio di impiantare olivi, se invece il ristagno è limitato ad una piccola porzione è indispensabile eseguire un drenaggio per allontanare l’acqua in eccesso.

Operazioni colturali. Prima della messa a dimora, possibilmente l’estate precedente, bisognerebbe provvedere all’aratura profonda (almeno 40-50 cm) così da garantire la rottura e la rigenerazione di una struttura più soffice e arieggiata. Tale lavorazione serve anche per l’interramento dei concimi oltre che per l’immagazzinamento di acqua. Se tale operazione viene svolta l’estate precedente la messa a dimora, l’azione del freddo e della neve disgregherà perfettamente il terreno rendendolo pronto precocemente ad ospitare l’oliveto.

Qualora non fosse possibile eseguire lo scasso si può supplire con una lavorazione profonda con ripper su due direzioni. Nel caso in cui il terreno sia su terrazzamento e quindi non lavorabile in profondità con grosse macchine consiglio l’esecuzione di una buca di 1 x 1 x 1 m così da rendere lavorato almeno la parte più adiacente a dove si svilupperanno le radici. In primavera, prima dell’impianto, è indicata una lavorazione superficiale con roterra per sminuzzare e rendere facilmente praticabile il terreno. Una seconda lavorazione superficiale potrebbe rendersi necessaria dopo la messa a dimora delle piante. E’ possibile approfittare di questa seconda lavorazione per l’eventuale semina dell’erba.

Messa a dimora. Tradizionalmente in Sud Italia le piante venivano messe a dimora con sesto di 20 x 20 m. Attualmente si consiglia un sesto di 5 x 6 m. In Piemonte, su terreni terrazzati o con forte pendenza, è possibile sfruttare il dislivello delle balze per diminuire ulteriormente il sesto d’impianto.

Ogni terreno è differente da un altro così come le necessità e la meccanizzazione aziendale pertanto la scelta del sesto è da valutarsi per ogni appezzamento. L’importante è prevedere lo sviluppo delle piante e evitare che si debba poi intervenire con potature drastiche o sradicamento delle stesse perché troppo vicine. Al fine di una ottimale intercettazione della luce è indispensabile il posizionamento a quinconce (vd schema di seguito). Dopo la squadratura consiglio di posizionare un buon tutore di legno trattato o di castagno che riesca a garantire un corretto supporto della pianta in caso di nevicate. L’uso di canne non garantisce il supporto invece l’utilizzazione di altri materiali (es. tondini di ferro) sono da sconsigliare in quanto danneggiano per sfregamento la pianta.

Dopo la squadratura del terreno in primavera, verso metà aprile, è possibile posizionare le piante.

È sufficiente scavare una piccola buca a valle del tutore che sia sufficientemente capiente da alloggiare il pane di terra e interrare per 4-5 cm il colletto.

Subito dopo è necessaria una abbondante irrigazione per favorire l’attecchimento.

 

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