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Gestione del suolo.

Gestione del suolo.

Nel passato era pratica comune eseguire durante l’anno molte lavorazioni del terreno per eliminare le erbe infestanti e contenere le perdite per evapotraspirazione essendo la maggior parte degli impianti situati in zone caratterizzate da estati lunghe, calde e siccitose. La prima lavorazione veniva eseguita all’inizio dell’autunno per eliminare la flora infestante, interrompere la continuità capillare e facilitare l’infiltrazione dell’acqua meteorica invernale; inoltre con le lavorazioni si interravano i concimi organico -  minerali. In primavera - estate, invece si dovevano eseguire diverse lavorazioni superficiali per il contenimento delle erbe infestanti; il numero di queste lavorazioni dipendeva dal tipo di terreno, dalla fertilità, dalle piogge, ecc… a tutt’oggi rimane la tecnica più diffusa in Italia, però non è la più corretta in quanto con le lavorazioni si aumenta di molto l’erosione superficiale. Per quanto riguarda l’infiltrazione dell’acqua, è vero che inizialmente è molto più veloce se il terreno è lavorato; ma dopo la prima pioggia si crea una crosta superficiale che impedisce l’infiltrazione dell’acqua. In questo caso per mantenere il livello di permeabilità accettabile bisognerebbe eseguire un’ulteriore lavorazione; però più un terreno è lavorato, più diventa impraticabile per le macchine operatrici subito dopo la pioggia; ciò limita la possibilità di interventi fitoiatrici e rende più difficile la raccolta meccanizzata. Infine la lavorazione a 10-20 cm di profondità danneggia parte delle radici superficiali e crea problemi nell’assorbimento dei nutrienti. Soluzione alternativa e sicuramente più efficace è l’inerbimento.

Questa tecnica ha innumerevoli vantaggi soprattutto se gli oliveti sono situati in collina o zone di difficile lavorazione per cui l’erosione del suolo può essere molto forte.

Vantaggi dell’inerbimento: si riduce l’erosione di 5-6 volte rispetto alla lavorazione; limita i danni dovuti a piogge battenti poiché impedisce il ruscellamento, previene la formazione della crosta superficiale; aumenta l’infiltrazione dell’acqua superficiale grazie ai canalicoli lasciati dalle radici morte; aumenta la fissazione di composti quali l’azoto che andrebbe lisciviato e che invece viene trattenuto dalla copertura erbacea e rilasciato al momento dello sfalcio.

Svantaggi: competizione per l’acqua; possibili allelopatie (dovute alle emissioni da parte della copertura erbacea di particolari essudati radicali che impediscono lo sviluppo delle radici dell’olivo se non si scelgono bene le essenze da seminare). Aspetto molto importante è il costo di semina e la durata di vita nel terreno di queste piante in quanto possono prendere il sopravvento le specie spontanee.
Il sistema migliore è quello di favorire l’inerbimento spontaneo. Limitatamente ai primi anni dall’impianto è bene evitare lo sviluppo esagerato della flora spontanea in quanto inibisce l’accrescimento delle giovani radici; in tal caso si consiglia di sfalciare più volte l’anno o di usare disseccanti vicino alle piante.

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