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Avversità

AVVERSITA’

L’olivo è una pianta suscettibile agli attacchi parassitari, ma solo alcuni sono effettivamente dannosi in termini economici. Ci sono sia parassiti animali, sia funghi che batteri che attaccano le piante d’olivo. Per ogni avversità si sono studiati diversi metodi di lotta, ognuno con vantaggi e svantaggi. Una cosa da tenere presente è che la nuova olivicoltura dovrebbe tendere al minimo impiego di fitofarmaci e a una più corretta gestione dell’impianto. Da tenere sempre in considerazione il concetto di danno economico cioè lo studio delle soglie di convenienza per l’uso del fitofarmaco. Di seguito cercherò di sintetizzare le avversità più importanti.

Funghi
Tra i funghi di sicuro l’occhio di pavone (Spilocea oleagina) è quello più diffuso in Piemonte.
Si può considerare la crittogama più pericolosa per l’olivo; è piuttosto diffusa nelle aree del centro nord, ma anche nel centro sud causa danni in determinate condizioni microclimatiche e su certe cultivar.

Si manifesta con le tipiche cacchie circolari ed è possibile verificarne precocemente la presenza tramite un piccolo test cioè immergendo alcune foglie per 2-3 minuti in una soluzione di idrossido di sodio con acqua tiepida. Se c’è il fungo appariranno le tipiche macchie circolari.

Causa filloptosi (caduta delle foglie) e in annate particolarmente favorevoli allo sviluppo può lasciare le piante totalmente defogliate nel mese di giugno. La defogliazione causa un blocco della fotosintesi e quindi la pianta va incontro a deperimento.

Trattamenti a base di rame riescono a contenere l’infestazione. E’ indispensabile inoltre ridurre le condizioni ottimali di sviluppo del fungo limitando le concimazioni azotate e eseguendo una corretta potatura delle piante.

 


Insetti
Mosca dell’olivo (Dacus oleae o Bactrocera oleae)

Di sicuro è la specie più dannosa per l’olivo; gli attacchi creano seri problemi alla qualità e alla stabilità dell’olio nel tempo.

Il danno principale è quello causato dall’attività trofica delle larve all’interno dell’oliva; infatti dalle gallerie scavate iniziano i processi di ossidazione e di sviluppo di microrganismi. Può compiere 7 generazioni l’anno nelle zone meridionali mentre al nord le condizioni climatiche consentono al massimo 3-4 generazioni.

Tignola (Prays oleae)

Ha tre generazioni ben distinte: la prima sulle foglie, la seconda sui fiori e la terza a carico dei frutti
Questo ciclo particolare fa sì che al nord non causi particolari problemi, ma al sud ci possono essere soprattutto con la terza generazione per la notevole cascola dei frutticini interessati.

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